Mese: novembre 2016

LA RESILIENZA: IL SEGRETO DELLA RESISTENZA PSICHICA

Qualche giorno fa un mio paziente mi ha detto che lui è resiliente, perché di fronte agli eventi e alle emozioni spiacevoli sa alzare dei muri (sic!).

Forse dovremmo chiarire alcuni concetti inerenti la resilienza.

La resilienza è la capacità di affrontare con successo le sfide emotive legate agli eventi di vita. Con successo si intende. Il far sì che gli eventi che ci creano dolore e stress, lo facciano per un tempo limitato e senza lasciare in noi strascichi emotivi. Insomma i resilienti si riprendono meglio dalle esperienze negative.

Non è dunque la capacità di alzare muri: ma esattamente l’opposto. Saper affrontare gli eventi.
Chi sono le persone resilienti?

IL DISTURBO DA EIACULAZIONE TARDIVA

 
Ebbene sì, esiste anche il disturbo da eiaculazione ritardata. Lasciamo da parte le battute, l'ignoranza sulla questione e l'incredulità e avventuriamoci in questo disturbo decisamente sconosciuto.
Questo disturbo è stato inserito nel DSM 5 e consiste nel marcato ritardo o nell'impossibilità di eiaculare in vagina. Questo evento si deve verificare in quasi tutte le occasioni di attività sessuale con un partner e senza che il soggetto lo desideri. Bisogna essere in questi ambiti molto attenti alla diagnosi differenziale rispetto ad altra condizione medica (neuropatie periferiche, patologie della prostata, ecc.) o a disturbo simile, ma indotto da sostanze. Inoltre, la difficoltà deve causare distress nella persona.
 

ORTORESSIA: UN NUOVO DISTURBO ALIMENTARE?

Esistono poche informazioni in merito all'ortoressia nervosa in quanto questa nuova definizione non è universalmente accettata e i criteri diagnostici non sono ancora stati validati.
Steven Bratman definì questo concetto per la prima volta nel 1997. 
 
Questo disturbo non è presente nel DSM IV e nell'ICD-10, mentre lo ritroviamo nel DSM V dove viene inserito insieme all'anoressia sotto la categoria "disturbi evitanti e restrittivi dell'alimentazione".
 
Che cos'è e come si manifesta?
 

I TORMENTONI ESTIVI: LE NEUROSCIENZE CI SPIEGANO COME LE CANZONI SI POSSONO “INCOLLARE” NEL NOSTRO CERVELLO

A tutti è capitato di avere in testa un motivetto, la strofa di una canzone, a volte solo un pezzo di una melodia, che continua a suonare e suonare e suonare senza sosta, senza riuscire a scacciarla.

Chi di noi non ha sentito mai parlare dei tormentoni estivi: di quelle canzoni che vengono editate per il periodo estivo e che sicuramente ci tormenteranno il cervello. Il problema è che una volta entrate nella memoria si creano una serie di processi.
 
 
 

LE NUOVE FRONTIERE DELLA RIABILITAZIONE PER L’AFASIA POST-ICTUS (2° parte) La TMS

Il principio fisico su cui poggia la TMS è la Legge di Faraday, la legge dell'induzione elettromagnetica. Delle diverse tipologie di TMS, quella a impulso ripetuto (rTMS) è oggi la più diffusa, e può essere applicata in “conventional” o in “patterned” (5). La prima consiste in una stimolazione ripetuta a intervalli regolari (“treni” di stimolazione) con una frequenza che va da 1 a 20 o più Hz , applicata nello stesso punto dello scalpo. Nella tipologia “patterned” la stimolazione è invece intervallata da brevi pause.

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NUOVE FRONTIERE DELLA RIABILITAZIONE PER L’AFASIA POST-ICTUS (1° parte)

LE NUOVE FRONTIERE DELLA RIABILITAZIONE PER L’AFASIA POST-ICTUS (1° parte)

Cos’è l’afasia? Chiunque abbia conosciuto o sostenuto persone con disturbi afasici sa bene di cosa stiamo parlando.
Il sito dell’A.IT.A. (Associazione Italiana Afasici) ne dà una descrizione semplice ma efficace: “Gli afasici soffrono di disturbi del linguaggio causati da lesioni cerebrali (trombosi, emorragie, traumi cranici, tumori, encefaliti).

Queste lesioni non alterano la loro intelligenza, o la loro capacità di provare sentimenti come chiunque altro. Esse impediscono però di utilizzare normalmente il linguaggio nelle attività comunicative di tutti i giorni.

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L’ABBANDONO UNIVERSITARIO: UNA RICERCA

La nostra attività di psicoterapeuti presso l’Associazione E.C.O. ci porta spesso in contratto con studenti appartenenti a diverse Facoltà Universitarie in difficoltà nel loro percorso di studi. Il lavoro sviluppato con loro ci ha permesso di interrogarci, confrontarci e crescere su un tema importante, quello dell’abbandono degli studi.