ARTICOLI

Qui di seguito trovate gli articoli che i nostri soci hanno pubblicato su diverse testate. Buona lettura.

SE IL PROBLEMA E’ LA MATEMATICA…

La Matematica non ha mai fatto male a nessuno, ma gli insegnanti di Matematica sì. Sono tante le persone che ritengono di non essere portate per la Matematica o comunque di non avere attitudini. Così possono giustificare i brutti voti alle superiori e l’eventuale scelta di una facoltà universitaria con zero Matematica.

In realtà, i problemi con la Matematica possano essere collegati con due differenti fonti. Può trattarsi di una difficoltà sulla materia, che può essere facilmente risolta con il supporto di un buon insegnante che possa facilitare il recupero di tutte le lacune. Tale insegnante sarà estremamente paziente, non darà nulla per scontato e agirà in modo personalizzato e specifico.

Talvolta però dietro i problemi con la Matematica ci sono delle difficoltà a livello psicologico. E allora ci vuole lo psicoterapeuta. Ma non c’è problema, perché l’Associazione E.C.O. può soddisfare entrambe le esigenze: la prima con il servizio di ripetizioni low-cost e la seconda con il progetto di psicoterapia low-cost.

Peraltro non esiste un unico metodo per insegnare Matematica. Spesso gli studenti ritengono che si tratti di una disciplina che viene trasmessa sempre nello stesso modo, magari perché i loro insegnanti spiegavano la materia in modo dogmatico, ovvero “è così e basta”, come se fosse una religione. Ma la Matematica è una scienza, e – come tutte le scienze – è in continua evoluzione: anche in matematica vengono via via elaborati nuovi strumenti, migliori o comunque più precisi rispetto ai precedenti. Tuttavia, a differenza di altre discipline – ad es. nessuno oggi vorrebbe un vecchio telescopio, in quanto è decisamente più desiderabile quello di ultima generazione, che è più potente, più automatizzato e regala maggiori soddisfazioni – la matematica è come il maiale, nel senso che non si butta via niente. Mi spiego meglio: tutto ciò che è stato dimostrato vero viene tenuto, fino a quando non viene dimostrato falso. Quindi la matematica si accumula sempre di più e diventa un insieme di cose che comunque – prima o poi – possono servire.

A maggior ragione serve un metodo che non dia per scontato tutto ciò che c’era prima, magari Euclide o Pitagora o qualcosa che avete studiato alle medie. Inoltre l’atteggiamento corretto non è quello dogmatico, ma quello che porta lo studente a ragionare, a far domande, a capire e ad avere nuove idee. Ad esempio, non partiamo dalle formule. Prima vengono i concetti: intendo dire che tutti sappiamo che il tagliaerba è una macchina per tagliare l’erba, ma quanti sanno a cosa serve un logaritmo? Perché é stato inventato?

Solo dopo che abbiamo chiarito il concetto possiamo passare ai simboli e infine alla combinazione di simboli che è quella che in generale chiamiamo formula. Poi dobbiamo capire come e quando applicare la formula e da quali pezzi è costituita e se possiamo smontarla per ricavare qualcos’altro.

Proviamo invece a ricercare insieme quali aspetti psicologici intervengono nello studio. Lo studio prevede un’attività di comprensione, di apprendimento, di memorizzazione e di applicazioni. Tutte queste funzioni richiedono: tra le altre risorse, tempo, concentrazione e motivazione.

Ma che succede se ci scontriamo con una difficoltà e non capiamo un argomento, non riusciamo più a studiare, o abbiamo preso un brutto voto o una bocciatura? In questi casi, generalmente la nostra attenzione si focalizza proprio sulla difficoltà, con lo scopo di volerla superare. Tuttavia può così succedere di perdere di vista quello che è il nostro obiettivo. Diventa essenziale quindi riuscire a riscoprirlo e non è un compito così difficile, se ci si pone la domanda giusta: “Perché sto studiando?”. Più complesso può essere dare una risposta, ma questo ci permette di capire se le difficoltà di studio e di concentrazione sono situazionali e specifiche, se si può invece ipotizzare un disturbo d’ansia, che rende faticoso stare sui libri o un calo motivazionale che ci porta a vagare con la mente mentre stiamo studiando.

Non basta il desiderio di superare un esame per avere voglia di studiare, non ci rende efficaci e la nostra performance si abbassa proprio perché le risorse sono indirizzate nella direzione sbagliata, cioè togliere l’ostacolo. La voglia di studiare deve essere ancorata a qualcosa di più profondo e personale, alla nostra curiosità, al desiderio di apprendere e al nostro sogno di sentirci realizzati: in questo modo le nostre risorse non sono più focalizzate sulla difficoltà, ma su noi stessi.

Il supporto psicologico, sfruttando la relazione psicologo-paziente, rende più veloce il processo che ci permette di capire la causa del blocco, riscoprire, rinnovare o modificare i propri obiettivi e di conseguenza imparare a gestire meglio i propri stati emotivi affinché diventino degli strumenti in più a nostra disposizione.

Dopo che tutto ciò è chiaro, allora sarà possibile utilizzare tutti quegli accorgimenti che migliorano il nostro rendimento, come pianificare bene un programma di studi bilanciato, strutturato e personalizzato secondo le proprie caratteristiche e necessità, in modo che il nostro stato psico-motivazionale si mantenga al massimo.

Mi permetto di chiudere ricordando quanto sosteneva Einstein: “L’istruzione è ciò che ci resta dopo che ci siamo dimenticati tutto quello che ci hanno insegnato a scuola”.

 

Dott Trombotto

Prof. Caputo

WORKSHOP sul rilassamento, il litigare e il parlare in pubblico

Segui il link per guardare il video di presentazione dei workshop

https://www.youtube.com/watch?v=5GtLbOxj25c

 

Quest’anno gli psicoterapeuti dell’Associazione Eco hanno partecipato al Festival della psicologia proponendo diversi workshop, che trovate qui di seguito.

 

Attenzione: anche se il festival è finito i workshop sono sempre attivabili. Contattateci a info@ecoassociazione.it per sapere quando ripartiranno.

Eccovi sinteticamente esposte le nostre proposte

Workshop per addetti ai lavori:

  • Strumenti di consapevolezza
  • La raccolta della storia di vita

Workshop per tutti:

  • Attimi di spensieratezza
  • Impariamo  a litigare
  • Parlare in pubblico
  • Emotion/social skill training
  • Uomini che amano le donne
  • Prima delle parole

 

ATTIMI DI SPENSIERATEZZA

Dimenticare lo stress quotidiano e rigenerarsi attraverso un’esperienza diretta di: Training Autogeno, Mindfullness e Ipnosi.

A chi è rivolto?

A tutti coloro che hanno bisogno di ritrovarsi.

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di avvicinare le persone a tre percorsi possibili per gestire le emozioni, diminuire lo stress E per sfruttare le potenzialità del proprio inconscio.

Verranno illustrati brevemente i percorsi e successivamente li si potrà già sperimentare.

La persona avrà così la possibilità di trovare il percorso che sente a lei più affine ed eventualmente approfondirlo in seguito.

Al termine dell’attività i partecipanti saranno in grado di utilizzare le tecniche acquisite in autonomia.

Chi sono i conduttori?

Dott. Luca Zannino, psichiatra, Training Autogeno

Dr.ssa Luigina Pugno, psicoterapeuta, Mindfullness

Dott. Fulvio Trombotto, psicoterapeuta, Ipnosi.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dott. Trombotto 335 1688815 info@ecoassociazione.it

STRUMENTI DI CONSAPEVOLEZZA

Acquisire una maggiore consapevolezza di sé attraverso un’esperienza diretta di: Training Autogeno, Mindfullness e Ipnosi.

A chi è rivolto?

A psicologi, psicoterapeuti, medici, studenti di psicologia e medicina.

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di far conoscere tre percorsi utilizzabili dal professionista per:

  • acquisire alcune modalità efficaci in primis per sé al fine di conoscersi, calmarsi, ricaricarsi e assumere una corretta posizione di distanza/vicinanza col paziente;
  • insegnare ai pazienti ad essere più consapevoli di sé per gestire le emozioni, diminuire lo stress e sfruttare le potenzialità del proprio inconscio.

Verranno illustrati brevemente i percorsi e successivamente li si potrà già sperimentare.

Il professionista avrà così la possibilità di trovare il percorso che sente più affine ed eventualmente approfondirlo in seguito.

Al termine dell’attività i partecipanti saranno in grado di utilizzare le tecniche acquisite in autonomia.

Chi sono i conduttori?

Dott. Luca Zannino, psichiatra, Training Autogeno

Dr.ssa Luigina Pugno, psicoterapeuta, Mindfullness

Dott. Fulvio Trombotto, psicoterapeuta, Ipnosi.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Pugno 328 8260495 info@ecoassociazione.it

LA RACCOLTA DELLA STORIA DI VITA

Come gli orientamenti psicodinamico, cognitivista, comportamentista e sistemico si approcciano alla raccolta della storia di vita del paziente.

A chi è rivolto?

A psicologi, psicoterapeuti, studenti di psicologia.

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di far conoscere tre modalità utilizzabili dal professionista per fare la raccolta della storia di vita del paziente adulto, una per ogni orientamento.

Il professionista avrà la possibilità di vedere come i diversi approcci indagano la vita del paziente, notarne sovrapposizioni e differenze alla luce della propria teoria di riferimento.

Verranno illustrati brevemente gli approcci e successivamente li si potrà già sperimentare durante il workshop attraverso simulate.

Chi sono i conduttori?

Dr.ssa Valentina Congedo, psicoterapeuta, orientamento psicodinamico

Dr.ssa Luigina Pugno, psicoterapeuta, orientamento cognitivista

Dr.ssa Eleonora Materazzini, psicoterapeuta, orientamento sistemico

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Congedo 338 5680428 info@ecoassociazione.it

IMPARIAMO A LITIGARE

Rabbia, vergogna, delusione, impotenza ecco alcuni emozioni e vissuti che possiamo vivere durante un litigio e che possono non rendere l’incontro/scontro con l’altro un’opportunità di crescita, ma diventare distruttivo.

A chi è rivolto?

Il workshop è dedicato a:

  • chi sente di non riuscire ad usare la propria rabbia in modo costruttivo
  • chi preferisce evitare i conflitti
  • chi non sa dire di no
  • chi al termine di un litigio si sente perdente

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di condurre le persone a conoscere meglio il proprio stile comunicativo, presentare tecniche di gestione del conflitto ed esercitarsi in una modalità comunicativa assertiva.

Verranno illustrati brevemente differenti approcci e successivamente li si potrà già sperimentare durante il workshop attraverso simulate.

Chi sono i conduttori?

Dr.ssa Lorena Ferrero, psicoterapeuta.

Dr.ssa Eleonora Materazzini, psicoterapeuta e coach.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Ferrero 3397787162 info@ecoassociazione.it

PARLARE IN PUBBLICO

“Puoi presentare tu alla riunione di domani?” Se temete queste parole, se la sola idea di parlare in pubblico vi agita, allora questo workshop fa al caso vostro.

A chi è rivolto?

A quanti necessitano nel loro lavoro e/o nel quotidiano di comunicare efficacemente e senza timore, o sentono in generale l’esigenza di migliorare la propria capacità di comunicazione:

Perché farlo?

Verranno esposte le tecniche e le strategie più all’avanguardia per gestire al meglio la propria emotività, vincere la paura di parlare davanti ad un pubblico, e migliorare la forza persuasiva del discorso, che si potranno già sperimentare durante il workshop attraverso simulate.

Chi sono i conduttori?

Dr.ssa Lorena Ferrero, psicoterapeuta.

Dr.ssa Barbara De Tommaso, logopedista.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Ferrero 3397787162 info@ecoassociazione.it

EMOTION/SOCIAL SKILL TRAINING

Le emozioni sono il sale e pepe della vita. A volte la comprensione di quelle proprie o altrui non è cosa semplice e tantomeno la gestione della propria emotività.

A chi è rivolto?

A coloro che vogliono migliorare il riconoscimento e la gestione delle risposte emotive, accrescere l’empatia.

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di condurre le persone a comprendere meglio il proprio mondo emotivo e a riconoscere quelle altrui, presentare modalità di gestione delle stesse ed esercitarsi attraverso simulate.

Chi sono i conduttori?

Dr.ssa Lorena Ferrero, psicoterapeuta.

Dr.ssa Luigina Pugno, psicoterapeuta.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Pugno 328 8260495 info@ecoassociazione.it

UOMINI CHE AMANO LE DONNE. GRUPPO DI RIFLESSIONE.

“Perché lei mi ha lasciato? Dove ho sbagliato? Perché non è più come all’inizio? Cosa vogliono le donne da noi uomini?”

Nella nostra attività di Psicoterapeuti spesso ci capita di imbatterci in uomini che esprimono la loro difficoltà nell’incontro con il genere femminile. Anche quando sono desiderosi e propensi ad innamorarsi, ad iniziare una relazione, a conservarne una in corso, molti si scontrano con la fatica di incontrarsi con l’altro sesso in maniera serena, costruttiva ed egualitaria.

A chi è rivolto?

Agli uomini che amano le donne.

Perché farlo?

Per condividere le proprie difficoltà.

Chi sono i conduttori?

Dott. Alessandro Siciliano – Psicologo, Psicoterapeuta.

Dr.ssa Chiara Delia – Psicologa, Psicoterapeuta.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare il Dott. Siciliano 3391255583 info@ecoassociazione.it

PRIMA DELLE PAROLE

La nascita di un bambino porta con sé cambiamenti e scoperte reciproche, gli occhi ed i gesti di genitori e figli si intrecciano in uno scambio comunicativo prezioso ed entrambi imparano ad osservarsi e a capirsi.

Le parole, però, arrivano in un secondo tempo, cosa avviene prima?

A chi è rivolto?

Genitori con figli nella fascia 0-2

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di avvicinare i genitori all’osservazione e alla migliore comprensione del proprio bambino. Verranno illustrati brevemente i fattori psicobiologici e l’importanza delle relazioni primarie, poi le triadi saranno guidate attraverso griglie strutturate all’osservazione delle prime fasi di sviluppo della comunicazione dei loro bambini: gli sguardi, le azioni, i gesti, i vocalizzi fino alle prime parole.

Al termine dell’attività i partecipanti saranno in grado di utilizzare le tecniche acquisite in autonomia e avranno a disposizione uno strumento efficace per una maggior consapevolezza delle dinamiche di comunicazione e relazione del loro bambino.

Chi sono i conduttori?

Dr.ssa Debora Tonello, psicoterapeuta età evolutiva

Dott.ssa Barbara De Tommaso, logopedista

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Debora Tonello 3397978793 info@ecoassociazione.it

Adamo ed Eva. Perché è così difficile amarsi?

Perché lei mi ha lasciato?

Dove ho sbagliato?

Perché non è più come all’inizio?

Cosa vogliono le donne da noi uomini?”

Nella nostra attività di Psicoterapeuti spesso ci capita di imbatterci in uomini che esprimono la loro difficoltà nell’incontro con il ‘gentil sesso’. Anche quando sono desiderosi e propensi ad innamorarsi, ad iniziare una relazione, a conservarne una in corso, molti si scontrano con la fatica di relazionarsi con l’altro sesso in maniera serena, costruttiva ed egualitaria.

L’altra metà del cielo o per citare la scrittrice Simone de Beauvoir, il secondo sesso, pare in effetti ‘funzionare’ in maniera imprevedibile, incomprensibile e a volte ‘folle’ agli occhi degli uomini, che fanno della razionalità e della logicità la chiave privilegiata di lettura del mondo.

Le donne appaiono così tanto attraenti quanto sfuggenti, accattivanti quanto insidiose, disponibili quanto reticenti e hanno il potere di scardinare certezze, confondere le idee e portare l’uomo a perdersi in luoghi inesplorati della propria mente…e sostanzialmente a non capire cosa sia giusto fare o non fare e che cosa desiderino realmente le donne.

Alcune caratteristiche prettamente femminili, come la mutevolezza e i cambiamenti di umore, spesso spaventano il maschio che è alla ricerca di stabilità.

Negli ultimi decenni sono avvenute alcune ‘mutazioni’ culturali che hanno contribuito a spiazzare il maschio contemporaneo. Da un lato alcune caratteristiche prettamente maschili sono divenute patrimonio femminile generando confusione e difficoltà nell’individuare i ruoli. Le donne hanno iniziato a istruirsi divenendo in alcuni casi più colte dei propri coetanei, si sono liberate ed emancipate, hanno iniziato a scegliere il partner e a non attendere di essere corteggiate, hanno raggiunto vertici sociali e professionali inimmaginabili fino a pochi decenni fa. Tutto ciò ha messo in discussione i ruoli sociali che ora non sono più rassicuranti né facilmente definibili ed ha avuto importanti ripercussioni sulla sfera identitaria e relazionale dell’uomo.

Inoltre da un punto di vista sociale, i cambiamenti avvenuti (introduzione della legge sull’aborto o quella sul divorzio) hanno scardinato molte certezze, ad esempio il concetto di inscindibilità della famiglia, che prima di allora non erano mai state messe in discussione e che fornivano una fonte di rassicurazione per l’uomo.

L’uomo non immaginava che la donna prescelta potesse smettere di amarlo e lasciarlo. Le regole sociali precedenti non prevedevano tale eventualità. Oggi è cambiato lo scenario: la donna è ormai libera di scegliere il partner e di cambiarlo. L’uomo messo di fronte a tali incertezze reagisce spesso in maniera inadeguata.

Alcuni risolvono la questione con una odiosa e perniciosa svalutazione del femmineo, altri con la scelta della solitudine e dell’allontanamento dal rapporto di coppia, altri ancora con un sostanziale senso di perenne smarrimento e annichilimento.

Per quanto sopra citato e in base alla nostra esperienza clinica riteniamo che occorra imparare, riflettere e lavorare su come la costituzione e la manutenzione costante della coppia con la donna amata sia realizzabile nel migliore dei modi.

La figura dello Psicologo può contribuire a esplorare i vissuti connessi all’immagine del maschile e del femminile per aiutare chi si trovi in un momento di difficoltà favorendo una maggior consapevolezza delle proprie risorse.

Un percorso emotivo, accompagnato da un professionista, che permetta a ciascuno di meglio conoscere e sostenere i propri aspetti virili e, nel contempo, avvicinarsi alle differenze esistenti con “l’altra metà del cielo”.

Favorendo con ciò la consapevolezza di accostarsi ad un modo di vivere e pensare diverso dal proprio, ma forse anche per questo, capace di completarli e arricchirli. Insomma, citando Platone, è solo dall’unione dei due mondi, maschile e femminile, che ognuno può trovare “l’antica perfezione”.

Dott. Alessandro Siciliano

Psicologo e Psicoterapeuta

Dott. ssa Chiara Delia

Psicologa e Psicoterapeuta

LE ECCESSIVE PREOCCUPAZIONI PER LA SALUTE

Entrare nel tunnel dell’ansia per la salute è questione di poche sensazioni fisiche e pochi pensieri.

Ma cosa sono la salute e l’ansia?

Secondo l’OMS la salute non è solo l’assenza di malattia, ma è una sensazione di benessere che l’individuo prova a livello fisico, emotivo e sociale.
Mentre possiamo definire l’ansia come una preoccupazione verso un pericolo non ben definito, che immaginiamo ci possa riguardare. Si distingue quindi dalla paura, che invece ha un oggetto chiaro verso cui indirizzare le preoccupazioni (es. paura dei cani).
Ora possiamo definire l’ansia per la salute come la percezione che sia presente in noi una malattia, che minaccia il nostro benessere.
Le sensazioni fisiche che si sentono sono reali e non immaginarie, ma il nocciolo è che non sono sempre sintomo di malattia fisica e talvolta sono sintomo di ansia.

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EVENTO PRESSO CAFFE’ BASAGLIA via Mantova, 34 Torino

Venerdì 27/01 alle ore 21.00 presso il Caffè Basaglia, l’Associazione ECO organizza un incontro gratuito aperto a tutti gli studenti universitari.

Ogni giorno ci poniamo dei traguardi da raggiungere. Per uno studente universitario il traguardo più ambito è la Laurea. Spesso però i maggiori ostacoli al raggiungimento degli obiettivi provengono proprio dai limiti che noi stessi ci poniamo, e si possono sviluppare vissuti di ansia, insoddisfazione, inadeguatezza, sconforto.

Per raggiungere i risultati desiderati e superare gli esami è indispensabile eliminare tutto ciò che mentalmente ci impedisce di avere chiarezza sugli obiettivi.

Il programma dell’incontro:

Confronto aperto sulle cause che possono rallentare il percorso universitario fino a favorirne l’abbandono

– Difficoltà “estrinseche” (inserimento, essere fuorisede, essere studente-lavoratore, ecc)

– Difficoltà “personali” (vissuti di ansia, insoddisfazione, sconforto, ecc)

– Difficoltà “specifiche sulla materia” (comprensione della materia, reperire il materiale, affrontare l’esame)

Nella seconda parte dell’incontro si parlerà di quali strumenti posso essere di aiuto per eliminare tutto ciò che ci impedisce di avere chiarezza sugli obiettivi.

Rispetto alle difficoltà estrinseche:

  • La “vision”: definire gli obiettivi ed elaborare un piano d’azione che ci permetta di raggiungerli

  • L’immagine di sè: autostima e credenze limitanti al raggiungimento degli obiettivi

  • Motivazione: dal paradigma del “devo” a quello del “voglio”. La cultura dell’impegno

  • Gestire le emozioni lavorando sulle nostre conversazioni interne

  • Comunicare con efficacia con sé e con gli altri

Rispetto alle difficoltà personali:

  • Conoscere meglio se stessi da un punto di vista emotivo, cognitivo e comportamentale

  • Riconoscimento dei propri modelli operativi interni disfunzionali

  • Acquisizione di nuovi modelli operativi efficaci

  • oggi per un domani soddisfacente

Rispetto alle difficoltà “specifiche sulla materia”:

  • studiare la materia

  • Conoscere le modalità dell’esame

  • Programmare in modo strutturato l’esame

    I relatori della serata saranno il dott. Trombotto (psicoterapeuta), la dr.ssa Materazzini (psicoterapeuta e coach) e il professor Caputo (docente)

SPLIT E IL DISTURBO DISSOCIATIVO DELL’IDENTITÀ

Nel film Split, in uscita in 26 gennaio 2017, la scissione di personalità tipica di coloro che sono affetti da disturbo dissociativo dell’identità viene rappresentata non solo a livello personologico, ma anche a livello fisico, come scissione cognitiva e fisiologica potessero coesistere all’interno di un solo essere umano.

Ma è effettivamente possibile?
Secondo i criteri del DSM V (l’ultimo manuale per la diagnosi delle patologie psicologiche), il disturbo dissociativo dell’identità è caratterizzato da:

Come accorgersi se c’é un disturbo specifico dell’apprendimento

Come mai non vuoi fare i compiti?”

“Com’è possibile che ti alzi sempre dalla sedia e non riesci a stare concentrato?”

“Perché non leggi ad alta voce? Magari ti ricordi meglio?”

“Perché non vuoi andare a scuola?”

“È possibile che non riesci ad imparare le tabelline?”

“Sei pigro! Per questo non riesci.”

Spesso queste frasi riecheggiano nelle mente di genitori ed insegnanti davanti ad un giovane alunno che si sta approcciando alla scuola e che, per diverse ragioni, non riesce ad ottenere dei buoni risultati negli apprendimenti. Sovente si tratta di bambini socievoli, intelligenti, e che, fino all’ingresso a scuola, sembravano volenterosi e pieni di risorse. 

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LA RESILIENZA: IL SEGRETO DELLA RESISTENZA PSICHICA

Qualche giorno fa un mio paziente mi ha detto che lui è resiliente, perché di fronte agli eventi e alle emozioni spiacevoli sa alzare dei muri (sic!).

Forse dovremmo chiarire alcuni concetti inerenti la resilienza.

La resilienza è la capacità di affrontare con successo le sfide emotive legate agli eventi di vita. Con successo si intende. Il far sì che gli eventi che ci creano dolore e stress, lo facciano per un tempo limitato e senza lasciare in noi strascichi emotivi. Insomma i resilienti si riprendono meglio dalle esperienze negative.

Non è dunque la capacità di alzare muri: ma esattamente l’opposto. Saper affrontare gli eventi.
Chi sono le persone resilienti?

IL DISTURBO DA EIACULAZIONE TARDIVA

 
Ebbene sì, esiste anche il disturbo da eiaculazione ritardata. Lasciamo da parte le battute, l'ignoranza sulla questione e l'incredulità e avventuriamoci in questo disturbo decisamente sconosciuto.
Questo disturbo è stato inserito nel DSM 5 e consiste nel marcato ritardo o nell'impossibilità di eiaculare in vagina. Questo evento si deve verificare in quasi tutte le occasioni di attività sessuale con un partner e senza che il soggetto lo desideri. Bisogna essere in questi ambiti molto attenti alla diagnosi differenziale rispetto ad altra condizione medica (neuropatie periferiche, patologie della prostata, ecc.) o a disturbo simile, ma indotto da sostanze. Inoltre, la difficoltà deve causare distress nella persona.
 

ORTORESSIA: UN NUOVO DISTURBO ALIMENTARE?

Esistono poche informazioni in merito all'ortoressia nervosa in quanto questa nuova definizione non è universalmente accettata e i criteri diagnostici non sono ancora stati validati.
Steven Bratman definì questo concetto per la prima volta nel 1997. 
 
Questo disturbo non è presente nel DSM IV e nell'ICD-10, mentre lo ritroviamo nel DSM V dove viene inserito insieme all'anoressia sotto la categoria "disturbi evitanti e restrittivi dell'alimentazione".
 
Che cos'è e come si manifesta?